Da qualche settimana sono impegnata a tenere un corso di maglia a bambini delle elementari. Mi ha coinvolto una mamma del comitato genitori di quella scuola, chiedendomi la disponibilità per un’ora alla settimana per cinque lezioni. Ho accettato con entusiasmo, mi piace stare a contatto con bambini, e insegnare loro questa arte era un’idea che mi ha subito coinvolto.

Inizialmente avevo messo un tetto di 10 alunni, ma quando abbiamo iniziato erano già diventate 15; alla terza lezione se ne sono aggiunte altre e siamo arrivate a 20. Per fortuna la mamma che mi ha coinvolto mi dà una mano nel seguirle, perché sono tutte alle prime armi. Nel gruppetto si era annunciato anche un maschietto, con mia grande gioia, ma è venuto solo una volta e non so se tornerà, staremo a vedere.

Le bambine invece sono tutte entusiaste, anche se terribilmente incapaci! Solo due o tre di loro hanno recepito subito il meccanismo e stanno andando avanti quasi senza problemi. Per ora insegno loro solo la maglia diritto, con il risultato di ottenere il legaccio; quando e se saranno più disinvolte, passeremo alla maglia rovescio.

C’è una bambina però fra loro, che a quanto mi è stato detto nelle attività scolastiche ha bisogno di sostegno, che ha capito subito e con grande manualità sta andando avanti tranquilla e serena, e mentre le altre hanno a malapena una decina di righe a legaccio, lei ha quasi realizzato una mezza sciarpa! E’ bellissimo vederla lavorare, si siede lì tranquilla, sembra che il mondo intorno a lei non esista più, esiste solo il filo colorato e i ferri che tiene fra le mani, e infila un punto dopo l’altro senza distrarsi e quasi senza fare errori.

Le altre bambine invece è tutto un cicaleccio, interrotto ogni tanto da un “maestra mi aiuti?” con tono più o meno lamentoso. Qualcuna pur essendo partita come le altre con 20 maglie sul ferro, si ritrova all’improvviso ad averne il doppio…e non sa spiegarsi perché. Quasi non glielo so spiegare nemmeno io! Certi errori riesco con pazienza a recuperarli, altri non li tocco nemmeno e lascio che il risultato dimostri tutto, il sapere e gli errori. E’ bello anche così, è fantasioso, creativo, è il frutto della loro energia e creatività.

Peccato che fra poco il corso giunga già al termine, anche per loro, chi è in quinta mi chiede già “ma l’anno prossimo che sarò alle medie, come farò?” e io non so dare loro una risposta… Peccato. Spero che, visto il successo di questo piccolo corso, qualcuno decida di riproporlo sia il prossimo autunno sia in qualche altra scuola di ordine e grado.

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